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Linee guida per la didattica a distanza con Argo

 
Un manuale facile da consultare che racchiude le possibilità che offrono gli strumenti Argo per la didattica a distanza

Linee guida per la didattica a distanza con Argo

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

Dida-Labs: didattica a distanza e inclusione | Webinar

Trasmesso dal vivo in streaming il 10 mar 2020
Insieme a Dario Ianes e Sofia Cramerotti parleremo di come promuovere ed attuare una didattica a distanza che sia realmente inclusiva.
Scopriremo anche la piattaforma gratuita Dida-Labs con oltre 400 attività multimediali interattive create dagli esperti di Erickson per rafforzare e potenziare le capacità di ogni alunno.
fonte: Edizioni Centro Studi Erickson


Segnalazione a cura di Giuseppe Serrone

Docenti di Religione, ben 15mila precari in attesa del concorso




Procedere all’assunzione progressiva di tutti i precari, anche dei 15mila docenti di Religione cattolica a tempo determinato attraverso un concorso ad hoc: se parlerà giovedì 5 luglio a Roma, presso l’hotel Nazionale, a pochi metri da Montecitorio, durante un convegno organizzato dall’Associazione dei docenti di Religione ADR, in collaborazione con lo Snadir.

Ruscica (Snadir): il decreto dignità fa ben sperare

Durante l’evento, dal titolo “Procedura di assunzione docenti precari di religione”, si parlerà delle nuove prospettive che si aprono in materia di insegnamento della religione, soprattutto in attesa del nuovo bando di concorso.

A questo proposito, Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, ha detto che “il decreto dignità, appena approvato dal Consiglio dei Ministri, è un buon punto di partenza. Questa disponibilità a tutelare i diritti dei lavoratori – ha aggiunto Ruscica – ci fa ben sperare che il nuovo Governo possa dare finalmente una risposta positiva alle legittime aspettative dei precari di religione: un concorso riservato con prova solo orale non selettiva oppure un concorso per soli titoli”.


Tanti parlamentari al convegno

I relatori del convegno, che sarà moderato dal nostro direttore responsabileAlessandro Giuliani, saranno la prof.ssa Laura Biancato, dirigente scolastica e coordinatrice della formazione degli animatori digitali del Veneto, il prof. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, e il prof. Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir e presidente dell’ADR.

Davvero ricca, sarà la presenza dei parlamentari: parteciperanno al dibattitato il sen. Mario Pittoni (Lega), il sen. Luigi Augussori (Lega), la senatrice Simona Flavia Malpezzi (PD), il sen. Francesco Mollame (M5S), il sen. Erik Umberto Pretto (Lega), l’on. Valeria (Rina) De Lorenzo (M5S), l’on. Flora Frate (M5S), l’on. Maria Marzana(M5S), l’on. Germano Racchella (Lega), l’on. Rosa Alba Testamento (M5S).

L’iniziativa rientra nel progetto formativo dell’ADR e dello Snadir, che punta a valorizzare la professionalità dell’insegnamento della religione nelle scuole, offrendo ai docenti nuovi spunti di riflessione che partono dall’ambito puramente giuridico e amministrativo, per poi abbracciare la dimensioni dell’etica e della formazione culturale.

La richiesta unitaria dei sindacati

Ricordiamo, infine, che lo scorso mese i tre sindacati Confederali assieme a Gilda e Snadir, con un documento inviato alla dottoressa Maria Maddalena Novelli, direttore generale del personale al Miur, hanno chiesto un incontro specifico sul concorso riservato ai docenti di Religione. Le organizzazioni hanno chiesto di di assorbire gli insegnanti precari attraverso una doppia possibilità: organizzare un concorso riservato oppure una procedura per soli titoli.

“Come noto – hanno scritto i sindacati nel documento unitario – in questi ultimi mesi si è lavorato per predisporre un bando di concorso per i docenti di religione precari (sembra per circa 4mila posti ndr). Tale bozza di bando, però, non prevede alcun beneficio per coloro che pur avendo superato il concorso del 2004 non sono stati assunti in ruolo e per coloro che vantano molti anni di servizio (anche più di 10 anni)”.

Messaggio Religione a scuola per leggere il presente


“L’educazione non può essere neutra: o arricchisce o impoverisce”. Partendo da questa dichiarazione di Papa Francesco, la Presidenza della Cei invita le famiglie italiane ad avvalersi anche per il prossimo anno scolastico dell’insegnamento della religione cattolica: “La società italiana è sempre più plurale e multiforme, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile”. Partecipare “non è una dichiarazione di appartenenza religiosa, né pretende di condizionare la coscienza di alcuno”.
Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana
in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2015-2016
Cari studenti e cari genitori,
in occasione dell’iscrizione al prossimo anno scolastico, sarete invitati anche a scegliere se avvalervi o non avvalervi dell’insegnamento della religione cattolica.
Anche se ormai questa procedura è divenuta abituale, vogliamo invitarvi a riflettere sull’importanza di questa decisione che consente di mantenere o di escludere una parte significativa del curricolo di studio.

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che questa scelta non è una dichiarazione di appartenenza religiosa, né pretende di condizionare la coscienza di qualcuno, ma esprime solo la richiesta alla scuola di voler essere istruiti anche sui contenuti della religione cattolica che costituisce una chiave di lettura fondamentale della realtà in cui noi tutti oggi viviamo.

Il mondo si sta trasformando sempre più velocemente, i conflitti e le contrapposizioni diventano sempre più drammatici e anche la società italiana è diventata sempre più plurale e multiforme, ma la storia da cui veniamo è un dato immodificabile e le tracce che in essa ha lasciato e continua ad offrire la Chiesa costituiscono un contributo evidente ed efficace per la crescita della società di tutti.

Papa Francesco, incontrando tantissimi di noi lo scorso 10 maggio 2014, ci ha ricordato quanto sia importante non solo andare a scuola, ma anche amare la scuola in tutte le sue ricchezze e potenzialità: «Io amo la scuola perché ci educa al vero, al bene e al bello. Vanno insieme tutti e tre. L’educazione non può essere neutra. O è positiva o è negativa; o arricchisce o impoverisce; o fa crescere la persona o la deprime, persino può corromperla… La missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello. E questo avviene attraverso un cammino ricco, fatto di tanti “ingredienti”. Ecco perché ci sono tante discipline! Perché lo sviluppo è frutto di diversi elementi che agiscono insieme e stimolano l’intelligenza, la coscienza, l’affettività, il corpo, eccetera. Per esempio, se studio questa Piazza, Piazza San Pietro, apprendo cose di architettura, di storia, di religione, anche di astronomia – l’obelisco richiama il sole, ma pochi sanno che questa piazza è anche una grande meridiana. In questo modo coltiviamo in noi il vero, il bene e il bello; e impariamo che queste tre dimensioni non sono mai separate, ma sempre intrecciate».

Proprio a partire da questo stimolo a imparare e coltivare il vero, il bene e il bello, noi Vescovi delle diocesi italiane vi invitiamo a compiere la scelta di avvalervi dell’IRC non solo perché consapevoli dell’importanza e del valore educativo di questa disciplina scolastica, ma anche e soprattutto sulla base di una reale conoscenza dei contenuti specifici di questa materia su cui siete chiamati a pronunciarvi, riferendovi in concreto alle Indicazioni didattiche proprie dell’IRC.

Se vorrete avvalervi dell’opportunità offerta dall’insegnamento della religione cattolica, sappiate inoltre che potrete trovare negli insegnanti delle persone professionalmente molto qualificate, ma anche testimoni credibili, capaci di cogliere gli interrogativi più sinceri di ogni persona, accompagnando ciascuno nel suo personale ed autonomo percorso di crescita.

Ci auguriamo che possiate continuare ad incontrarvi ancora numerosi nelle classi, così da poter iniziare o continuare tra voi e con i vostri docenti un proficuo dialogo educativo.
Roma, 9 gennaio 2015
La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana
tratto da Avvenire